Gestione scarti di biomasse:
dagli scarti agro-industriali al bricchetto
Compattazione in bricchetti di biomasse: scarti agro-industriali trasformati in combustibile rinnovabile
Mulini, oleifici, riserie, aziende agricole, industrie alimentari: ogni fase della trasformazione produce scarti organici: sansa, lolla, pula, gusci e fibra che pesano sul bilancio come costo di smaltimento.
Con le bricchettatrici COMAFER Serie Dinamic e Serie Special questi residui diventano bricchetti di biomassa ad alto potere calorifico: combustibile rinnovabile per le caldaie dello stabilimento, materia prima per impianti di gassificazione o prodotto da commercializzare sul mercato delle energie rinnovabili.
Oleifici e frantoi
La sansa esausta è uno degli scarti di biomassa più diffusi. Bricchettata, diventa un ottimo combustibile con potere calorifico elevato grazie alla quota lipidica residua.
Riserie e molini
Lolla di riso, pula di farro, pula di miglio: scarti leggeri e voluminosi che la Serie Special gestisce efficacemente grazie al cilindro pneumatico verticale.
Industrie del caffè e del tabacco
Pellicola di tostatura, fondi di caffè, scarti di tabacco: materiali difficili da smaltire che possono essere valorizzati energeticamente tramite bricchettatura.
Aziende agricole e foraggiere
Fieno, paglia, erba medica, foraggio: la bricchettatura compatta i residui agricoli riducendo i costi di stoccaggio e trasporto.
Industrie alimentari
Gusci di semi, bucce, posidonia esausta, polvere scarti biscotti, fibra di cocco: residui organici smaltibili a costo ridotto o valorizzabili come biocombustibili.
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Quali biomasse si possono bricchettare?
COMAFER ha testato con successo tutte le principali categorie di residui agro-industriali, purché con umidità compresa tra 8% e 17%.
Residui oleaginosi
Sansa esausta, fibra di cocco, semi oleosi esausti
Cereali e derivati
Lolla di riso, pula di farro, pula di miglio, polvere farine
Residui foraggieri e agricoli
Fieno, paglia, erba medica, foraggio, potature agricole, vite
Scarti da guscio
Bucce di castagna, gusci di noci/nocciole/mandorle, pigne
Residui da caffè e bevande
Pellicola tostatura chicco caffè, fondi di caffè, tabacco
Altri residui organici
Posidonia esausta, mangimi, polvere scarti biscotti, scarti filtri cialde caffè
Biomasse con alta umidità possono richiedere pre-essiccazione o configurazioni speciali. Contattaci per una valutazione sul tuo materiale specifico.
Le biomasse hanno caratteristiche molto variabili in termini di umidità, granulometria e densità. Il nostro reparto R&S a Brescia effettua prove di bricchettatura gratuite: invia un campione del tuo materiale prima dell’acquisto.
I vantaggi concreti per l’industria agro-alimentare
La bricchettatura offre vantaggi concreti e misurabili:
-90% Volume
Residui leggeri e voluminosi come lolla e pula riducono il volume fino al 90% dopo bricchettatura: meno container, meno viaggi, meno costi logistici.
+80% Resa combustione
I bricchetti di biomassa hanno densità energetica superiore al materiale sfuso. Sansa esausta, gusci e residui oleaginosi raggiungono valori calorifici molto elevati.
-70% Costi riciclo
I bricchetti costano meno da smaltire e possono essere venduti come combustibile rinnovabile ai mercati delle biomasse.
Sostenibilità
La valorizzazione energetica dei residui agro-industriali riduce le emissioni rispetto allo smaltimento e contribuisce all’economia circolare agroalimentare.
Le macchine COMAFER per la bricchettatura delle biomasse: Serie Dinamic e Special
La Serie Dinamic comprende tre modelli progressivi per soddisfare tutte le esigenze di produzione.
Tutti i modelli sono certificati UNI EN ISO 9001:2015 e conformi ai requisiti Industria 4.0. Produzione Brescia, Italia.

Dinamic 70s
Destinazione
Piccole imprese
Produzione oraria indicativa
30-75 kg/h
Dimensioni bricchetto
55mm

Dinamic 110s
Destinazione
PMI
Produzione oraria indicativa
50-110 kg/h
Dimensioni bricchetto
60mm

Dinamic PRO M5
Destinazione
Grandi Imprese
Produzione oraria indicativa
70-270 kg/h
Dimensioni bricchetto
60mm
Impianti completi: dalla raccolta alla gestione del bricchetto
COMAFER offre anche impianti integrati chiavi in mano per la gestione automatizzata degli scarti di biomasse.
Per produzioni elevate è possibile collegare la bricchettatrice direttamente all’impianto di lavorazione o stoccaggio, ottenendo un ciclo produttivo completamente automatizzato.
FAQ
Domande frequenti sulla bricchettatura
La sansa esausta si può bricchettare direttamente?
Sì, la sansa esausta (dopo estrazione dell’olio) è uno dei materiali agro-industriali più bricchettabili. Ha buona coesione e un residuo oleaginoso che favorisce la compattazione. Il bricchetto ottenuto ha un potere calorifico elevato. La sansa non esausta (con alto contenuto di olio) richiede una verifica preventiva: contattaci per un test specifico.
Posso bricchettare paglia e fieno?
Sì, ma questi materiali sono molto voluminosi e leggeri: richiedono la Serie Special con cilindro pneumatico verticale, che convoglia forzatamente il materiale nella camera di compattazione. È fondamentale che il materiale sia ridotto in pezzi di dimensioni compatibili con la tramoggia. Umidità ottimale: 8-17%.
I bricchetti di biomassa sono conformi per la vendita come combustibile?
Per commercializzare bricchetti come combustibile biogenico è necessario rispettare la norma EN ISO 17225-3 (bricchetti di legno) o le normative specifiche per la biomassa di provenienza. COMAFER produce le macchine; la conformità del prodotto finale dipende dalle caratteristiche del materiale trattato. Ti consigliamo di verificare con un consulente normativo.
La lolla di riso è bricchettabile?
Sì, con la Serie Special. La lolla di riso è estremamente leggera e voluminosa (densità apparente ~100-120 kg/m³): il cilindro pneumatico verticale della Serie Special risolve il problema dell’alimentazione della camera di compattazione. Il bricchetto ottenuto ha buon potere calorifico grazie al contenuto di silice e materiale organico.
Quale umidità devono avere le biomasse per essere bricchettate?
Il range ottimale è 8-17%. Materiali troppo umidi non si compattano correttamente e producono bricchetti fragili. Materiali troppo secchi possono richiedere un additivo legante. Le biomasse raccolte durante stagioni piovose spesso necessitano di una fase di pre-essiccazione prima della bricchettatura.
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